Regione Calabria
Candidato Presidente: Pippo Callipo
La Lista Bonino Pannella si presenta alle elezioni regionali in Calabria sostenendo la candidatura a Governatore di Pippo Callipo.
Pippo Callipo è un imprenditore calabrese, proprietario della "Callipo Group", la società di produzione e commercializzazione dei prodotti ittici. È stato Presidente della Confindustria calabrese dal 2001 al 2006. Al termine del suo mandato ha denunciato pubblicamente i racket mafiosi inviando una lettera al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Ha informato l’opinione pubblica sul pericolo della “mafia con la penna”, ovvero dei colletti bianchi e dei politici che bloccano lo sviluppo della Calabria tenendo sotto ricatto gran parte della società con severi controlli a chi chiede contribuiti pubblici. Nel 2005 è stato nominato Cavaliere del Lavoro. Si è candidato alla Presidenza della Regione Calabria con l’appoggio di 80 associazioni espressione della società civile, dell’Italia dei Valori e della Lista Bonino-Pannella.
Lista e profilo dei candidati
Per conoscere i singoli candidati della Lista Bonino-Pannella in Calabria visualizza l’elenco completo della lista calabrese. Puoi anche visualizzare il profilo personale dei candidati che hanno fornito la loro nota biografica.
Scarica il volantino
Come si vota
COME - La Legge Tatarella prevede l'elezione diretta e congiunta del Presidente della Regione e del consiglio regionale. Strutturata su un turno unico di votazioni, pone in essere un sistema elettorale misto che attribuisce l'80% dei seggi consiliari con un meccanismo proporzionale con voto di preferenza, e il 20% con un metodo maggioritario plurinominale. La scheda elettorale è unica e comprende sia i candidati alla presidenza sia le liste provinciali. L'elettore può esprimere due voti, uno per un candidato presidente ed uno per una lista provinciale, oppure solo un voto per un candidato presidente. Se l'elettore esprime solo un voto per una lista provinciale, un ulteriore voto viene attribuito automaticamente al candidato presidente ad essa collegato. È ammesso il voto disgiunto. La novità per la Calabria introdotta dal «Tatarellum» è l'abolizione del listino regionale.
- da martedì 23 a sabato 27 marzo 2010 dalle ore 8:30 alle ore 19:00
- domenica 28 marzo 2010 dalle ore 8:00 alle ore 22:00
- lunedì 29 marzo 2010 dalle ore 7:00 alle ore 15:00
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Commenti
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maggio 2, 2010 da Anonimo, 1 anno 39 settimane ago
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maggio 2, 2010 da Anonimo, 1 anno 39 settimane ago
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aprile 30, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 29, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 29, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 29, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 29, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 29, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 29, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 29, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 29, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 28, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 28, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 28, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 28, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 27, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 27, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 27, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 27, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 19, 2010 da Anonimo, 1 anno 41 settimane ago
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aprile 5, 2010 da Anonimo, 1 anno 43 settimane ago
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maggio 9, 2010 da Anonimo, 1 anno 38 settimane ago
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aprile 12, 2010 da Anonimo, 1 anno 42 settimane ago
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Territorio fragile, abusivismo e responsabilità politiche*
marzo 24, 2010 da Anonimo, 1 anno 45 settimane ago
Comment: 9999
di Giuseppe Candido
*Pubblicato su il Domani della Calabria
L'incuria umana e di una classe dirigente che, ai vari livelli, non è stata in grado di governare l'utilizzo del territorio. A Maierato gli sfollati li conta la cronaca. La Calabria frana e paga oggi il prezzo dell'intervento umano – dissennato e distorto – sul territorio. E' accaduto già in passato in Calabria, a Sarno e Quindici nel salernitano e, in generale, nel mezzogiorno d'Italia dove alluvioni e frane assieme ai terremoti hanno provocato danni e morti. L'allarmante situazione idrogeologica, dalla Sicilia alla Campania passando per la Calabria e Basilicata, è sotto gli occhi di tutti. Meno di un anno fa sulle cronache era la frana sull'autostrada Salerno Reggio Calabria. Prima ancora un susseguirsi di eventi: l'alluvione e il disastro del Camping Le Giare sul torrente Beltrame a Soverato, le frane di Cavallerizzo e Cerzeto, l'alluvione dell'Esaro di Crotone e chi più ne ha più ne metta. Il Presidente Giorgio Napolitano ha parlato di “Situazione di diffuso dissesto idrogeologico, in gran parte causato dall'abusivismo edilizio, nel messinese e in tante altre parti d'Italia”. E ancora più chiaramente ha detto: “O c'è un piano serio che investe, piuttosto che in opere faraoniche, per garantire la sicurezza in queste zone del Paese, o si potranno avere altre sciagure”.
Quando, a ridosso della disastrosa colata di fango che travolse, nel 1998, i paesi di Sarno e Quindici nel salernitano, fu emanato il decreto leg.vo n°180, poi trasformato in legge, che imponeva di pianificare il rischio ed obbligava tutte le Regioni che ancora non avevano redatto i Piani di Bacino a redigere, pena il commissariamento, almeno i piani stralcio per l'assetto idrogeologico (PAI), fui veramente contento. Perché pensai che, con tale strumento conoscitivo, le Regioni e quindi anche la Calabria avrebbero potuto concorrere al risanamento del dissesto idrogeologico di cui oggi parla Napolitano, ma che ai geologi è noto da tempo. Sfasciume pendulo sul mare lo chiamava Giustino Fortunato. Pensavo che, una volta identificate le aree a rischio idrogeologico, per frana o alluvione, si sarebbe proceduto subito con i necessari interventi di monitoraggio e di mitigazione dei rischi. Invece continuiamo a contare vittime, e si è continuato a costruire in maniera dissennata, sia per la scarsa adeguatezza degli edifici al reale rischio sismico, sia in base ad un'attenta valutazione delle pericolosità geomorfologiche di un territorio fragile. In Calabria più di settemila frane rilevate su montagne e colline, rischio alluvione su centinaia di ettari di pianure e fasce litoranee assieme ai chilometri di costa a rischio erosione la dicono tutta sulla necessità ed urgenza di un cambiamento radicale sulle modalità di gestione del territorio. Non c'è periodo dell'anno che la Calabria non sia costretta da un'emergenza: alluvioni, frane ma anche rifiuti, navi di veleni, abusivismo. Un flusso di emergenze, idrogeologiche e ambientali, il cui intreccio costituisce la questione vera dell'arretratezza e del mancato sviluppo del mezzogiorno e della Calabria. Soltanto per casualità quell'evento meteorico che si è abbattuto a Messina non ha colpito anche la Calabria. Qualche giorno prima si era sfiorata la tragedia con l'esondazione dei fiumi Crocchio in Provincia di Catanzaro e dell'Esaro a Crotone. La politica di questo è responsabile: avrebbe dovuto, ai vari livelli, governare il territorio evitando di consentire la costruzione (e quindi anche le sanatorie di costruzioni abusive) in zone a rischio idrogeologico. E invece si è continuato a costruire case in luoghi dove primo o poi sarebbe tornato il fiume o il terreno sarebbe continuato a scendere. Di interventi di monitoraggio e di riduzione dei rischi attraverso stabilizzazione dei versanti e costruzioni di arginature per la messa in sicurezza neanche a parlarne. Ci vogliono troppi soldi dicono, ma intanto paghiamo miliardi di euro in risanamento dei disastri. Per anni si è gestito il territorio, soprattutto in Calabria e nel mezzogiorno, per fini clientelari. Un dissesto idrogeologico che, a dirla alla Pannella, deve ritenersi causato – o quantomeno compartecipato – dal “disastro ideologico” di una classe politica, quella calabrese, volta a fare il favore a questo e a quello, piuttosto che fare un favore alla collettività. Chi amministrerà, in futuro, la gestione del territorio nella nostra Regione non potrà più permettersi di non tenere in dovuta considerazione i rischi geologici (sismico, idrogeologico e ambientale) nella programmazione dello sviluppo. In queste condizioni in cui si trova la Calabria come si fa a pensare di voler fare opere come il ponte sullo stretto, faraoniche appunto, quando invece mancano i soldi per la messa in sicurezza e il risanamento del territorio, per non parlare della vulnerabilità sismica degli edifici anche pubblici? Concordiamo co l'editoriale di Loiero: altro che ponte. Peccato però che, fino all'altro ieri, la giunta sia stata tra le compartecipanti della società “ponte sullo stretto”. E, in tutti questi anni di malgoverno del territorio cui pure la sua giunta, come quella di Giuseppe Chiaravalloti, è corresponsabile, dove erano nascoste le parole prevenzione e monitoraggio che oggi rispuntano in campagna elettorale?
http://www.giuseppecandido.it
http://www.abolirelamiseriadellacalabria.it
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maggio 2, 2010 da Anonimo, 1 anno 39 settimane ago
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maggio 2, 2010 da Anonimo, 1 anno 39 settimane ago
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aprile 29, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 29, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 29, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 29, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 29, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 29, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 29, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 28, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 28, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 28, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 28, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 27, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 27, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 27, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 27, 2010 da Anonimo, 1 anno 40 settimane ago
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aprile 19, 2010 da Anonimo, 1 anno 41 settimane ago
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aprile 2, 2010 da Anonimo, 1 anno 44 settimane ago
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aprile 12, 2010 da Anonimo, 1 anno 42 settimane ago
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